Pedologia Forense


La Pedologia Forense ricerca, studia ed analizza le tracce di terreno collegate ad un crimine, al fine di fornire ausilio alle attività investigative di polizia giudiziaria. Il terreno fornisce importanti informazioni per collegare un soggetto ad un luogo e per chiarire la dinamica di un crimine, perché può essere trasferito da un luogo all’altro per semplice deposizione su superfici mobili (calzature, pneumatici, tappetini di veicoli ecc.). A titolo esemplificativo, si ipotizzi il caso in cui la vittima di un omicidio sia stata trasportata altrove rispetto al luogo in cui è stata uccisa; l’analisi di campioni di terreno può fornire utili indicazioni circa il legame esistente tra la vittima, il mezzo con il quale è stata trasportata, il luogo e un sospettato. E’ opportuno precisare che il terreno è un sistema complesso costituito, a livello microscopico, da numerose componenti che si sono formate e sviluppate nel corso del suo lungo processo di formazione. Tale processo è condizionato da molte variabili quali la topografia, il clima, la natura della roccia madre, la tettonica, i processi erosivi, gli ambienti deposizionali e l’attività antropica. In ragione di questa complessità si osservano notevoli differenze tra un campione e l’altro, al punto da registrare variazioni considerevoli, delle componenti e delle loro proporzioni, in zone di limitate estensioni, in cui il terreno viene definito omogeneo. Per tali evidenze, l’impiego delle analisi pedologiche è eccellente come supporto alle indagini giudiziarie.


Geofisica Forense


La Geofisica Forense tratta lo studio, la localizzazione e la mappatura di oggetti nascosti o di elementi che sono sottoterra o sott'acqua, utilizzando strumenti propri della geofisica, per fini legali. Una vasta gamma di tecniche geofisiche si applica nelle indagini forensi in cui i target sono spesso sepolti e sono di varie dimensioni (dalle armi o fusti metallici fino a sepolture umane e bunker). I metodi geofisici hanno il potenziale per aiutare l’individuazione ed il recupero di tali target in quanto possono, in modo non invasivo, molto rapidamente indagare aree estese dove si è cercato di obliterare nel sottosuolo una sepoltura sospetta clandestina o, in generale, un target forense. Nel momento in cui nel sottosuolo si viene a verificare un contrasto di proprietà fisiche tra un target ed il materiale in cui è sepolto, è possibile individuare e delimitare precisamente il luogo di occultamento del target in questione, fino anche a riconoscere prove di occupazione umana o scavo del suolo, sia recente che a distanza di anni.


Analisi dei geomateriali


La petrografia applicata studia ed analizza i materiali geologici che sono utilizzati nella quotidianità in special modo per la realizzazione di prodotti per l’edilizia. I materiali lapidei e derivati sono da sempre utilizzati, sia in quelle che oggigiorno sono definite le “grandi opere” e sia nell'edilizia popolare. Il loro uso è importante dal punto di vista strutturale ed anche estetico e, generalmente, è subordinato ad una profonda necessità analitica standardizzata, anche se a livello continentale, nel mondo (in Europa è in vigore ormai da anni l’obbligo della Marcatura CE per le pietre da costruzione). Purtroppo il mercato globale non supportato da leggi anche esse univoche comporta spesso il confronto irrisolvibile di lapidei analizzati secondo test analitici differenti a seconda dei vari continenti. L’apertura delle frontiere, la lavorazione parossisticamente spinta di queste pietre, le nuove tecnologie, l’arrivo di lapidei sconosciuti in mercati standardizzati provoca talvolta problemi di non semplice risoluzione, con contestazioni - anche extraeuropee - che possono comportare danni economici di notevole entità. È molto spesso difficile capire le cause di queste criticità, di chi è la colpa nella filiera produttiva, dalla cava alla posa in opera e quindi a chi debba essere imputato l'onere del rimborso. L’approccio analitico deve essere scientifico ed afferente alla geologia forense applicata ai lapidei e derivati, con una radicata attenzione all'ambito legislativo e commerciale nazionale ed internazionale.


Geochimica Forense


La Geochimica Forense è un ramo della geologia che reperta, analizza e studia tracce di materiale geologico collegate ad un crimine, al fine di fornire ausilio alle attività investigative di polizia giudiziaria. L’analisi della composizione chimica di microcampioni è in grado di determinare l’origine, la natura ed i processi di interazione tra inquinanti nelle diverse matrici ambientali (aria, acqua, suolo). Si può applicare per rilevare reati ambientali come inquinamento delle acque superficiali e/o profonde, dei suoli ed emissioni nocive in atmosfera. Le indagini geochimiche, se correttamente applicate, possono fornire un importante strumento di supporto, non solo per quanto riguarda i reati ambientali, ma anche per le indagini tradizionali collegate ad eventi come omicidi, violenze, furti.

La composizione isotopica di un materiale geologico può essere considerato come il “DNA" del materiale stesso (i.e. roccia, minerale, fluido), ne registra la storia, per cui può fornire rilevanti informazioni per delineare dinamiche criminali.

L’analisi di immagine è diventata uno strumento di fondamentale importanza utilizzato nelle scienze forensi. E’ in grado di fornire ed evidenziare tracce non rilevabili ad occhio nudo ma presenti sulla scena dell’evento criminoso.


Geotecnica Forense


Negli scenari di esercizio di opere antropiche rispetto al contesto geologico e geotecnico ove esse si situano, si presentano a volte condizioni e prestazioni diverse rispetto a quelle attese in fase di progettazione. Ciò può avvenire essenzialmente per carenze nei materiali da costruzione oppure per una non corretta valutazione dei parametri di comportamento di un sistema geotecnico, la quale rimanda all'esecuzione di una consistente fase di progettazione geotecnica. Quest'ultima, come peraltro indicato nella normativa vigente, deve comprendere la caratterizzazione e la modellazione geologica del sito di intervento, la programmazione e l'esecuzione di opportune indagini geotecniche in sito e in laboratorio, la caratterizzazione il fisico-meccanica dei terreni e delle rocce nonché la definizione di un modello geotecnico unitario che fornirà al progettista elementi fondamentali per le verifiche di sicurezza in rapporto all'opera e agli scenari considerati. Il consulente tecnico è chiamato in causa relativamente a due situazioni caratteristiche: di collasso (manifestato, incipiente o presunto) o di danneggiamento del sistema geotecnico. Nel primo caso si procederà alla verifica sulle cause (strettamente geotecniche o strutturali) dell’evento; nel secondo si analizzeranno le ripercussioni delle deformazioni in atto (per esempio cedimenti del terreno di fondazione) sulla struttura in elevazione quest'ultima molto frequente anche in ambito urbano. Il consulente inquadra lo stato dei fatti da un punto di vista geometrico, spaziale e temporale, analizza la documentazione tecnico-amministrativa in possesso delle parti, definisce indagini integrative o sostitutive di quelle eventualmente già a disposizione anche nell'ottica di un successivo programma di ripristino e/o di messa in sicurezza del sito, provvedendo ad una relazione conclusiva che fornisca, in fase processuale, solidi elementi di giudizio tecnico.

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